
Umidità di risalita, infiltrazione o condensa: come capirlo
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Leggi l'articolo →Non tutte le crepe sono uguali e non tutte vanno prese sul serio allo stesso modo. Ecco come si leggono.
«Ho una crepa, devo preoccuparmi?» è la domanda che ci sentiamo fare più spesso. La risposta onesta è che dipende, ma non dipende dal caso: dipende da tre cose osservabili — dove comincia la crepa, che direzione prende e quanto è larga. Con un po' di metodo si arriva a una prima valutazione anche da soli, senza aspettare il sopralluogo in ansia.
È la separazione più importante e anche la più facile da fare. Prenda una chiave o la punta di un cacciavite e gratti leggermente lungo la fessura. Se sotto trova ancora intonaco sano e la fessura non prosegue, il problema è nella finitura. Se invece la fessura continua nel materiale sottostante — mattone, blocco, pietra — allora sta guardando una lesione della muratura, ed è un'altra storia.
Le crepe del solo intonaco sono nella stragrande maggioranza dei casi ritiro: il materiale, asciugando, si è contratto. Sono sottili, spesso ramificate come una ragnatela o disposte in modo casuale, e non si allargano nel tempo. Si risolvono con una ripresa, e non raccontano nulla sulla salute dell'edificio.
Quando corrono verticali, sono strette e stanno al centro di una parete, in genere non indicano un problema strutturale. Spesso si trovano dove due materiali diversi si incontrano — per esempio dove un vecchio tamponamento si attacca a un muro portante — e sono il risultato di dilatazioni diverse fra i due.
Seguono i giunti di malta disegnando una scaletta. Significano che una porzione dell'edificio si è abbassata rispetto al resto: un cedimento differenziale della fondazione. Non è automaticamente un'emergenza — moltissimi edifici hanno cedimenti antichi ormai stabilizzati da decenni — ma è una lesione che va capita, non solo chiusa.
Partono dallo spigolo di un'apertura e salgono o scendono in diagonale. Le aperture sono i punti dove gli sforzi si concentrano, e questa lesione dice che l'architrave o la muratura attorno sta soffrendo. Meritano attenzione, soprattutto se compaiono su più aperture allineate.
Sono le meno frequenti e le più da guardare con serietà, specie se si trovano sotto il solaio o alla base di un muro. Possono indicare spinte orizzontali — un solaio o un tetto che spinge, un terrapieno che preme su un muro controterra.
Non è propriamente una crepa: è calcestruzzo che si stacca perché l'armatura sotto si è ossidata e, aumentando di volume, lo ha spinto via. Tipico di balconi, frontalini e cornicioni degli edifici del dopoguerra. Qui il tempo lavora contro: più si aspetta, più sezione di ferro si perde.
Come primo filtro grossolano: sotto i due o tre millimetri di larghezza, su un edificio che non mostra altri segni, si può quasi sempre osservare con calma. Sopra, o se la crepa è passante da parte a parte del muro, conviene far guardare. Non è una regola scientifica — una crepa da un millimetro che si allarga ogni mese è più preoccupante di una da cinque ferma dal 1980 — ma aiuta a distinguere l'urgente dal rimandabile.
La domanda decisiva non è quanto è larga la crepa, ma se si sta ancora muovendo. Per scoprirlo non serve un tecnico: serve pazienza.
Se il gesso è intatto, il movimento è fermo e con ogni probabilità la lesione è stabilizzata: si può riparare senza interventi strutturali. Se si è spaccato, il movimento è attivo e prima di chiudere la crepa bisogna capire cosa la produce. Nei casi importanti si usano fessurimetri graduati, che permettono di leggere l'entità del movimento nel tempo invece del solo sì o no.
Ci sono situazioni in cui non ha senso aspettare le sei settimane del testimone. Chiami subito se la crepa è comparsa all'improvviso, se si allarga in modo visibile nel giro di giorni, se è accompagnata da porte e finestre che hanno cominciato a non chiudere più, se sente scricchiolii, o se ci sono pezzi di materiale che cadono. In questi casi la priorità non è la diagnosi: è mettere in sicurezza.
Negli altri casi, che sono la maggioranza, ha tutto il tempo di osservare. E se preferisce un parere prima, ci mandi due foto — una da vicino e una da lontano, che mostri dove si trova la crepa sulla parete: nella maggior parte dei casi riusciamo a dirle se è il caso di venire a vedere.
Benini Restauri – impresa artigiana di opere murarie attiva a Vicenza e provincia. Scriviamo questi articoli con quello che vediamo in cantiere tutti i giorni. Per un parere sul suo caso specifico, il sopralluogo è gratuito.
Consigli pratici da chi le murature le tocca tutti i giorni.

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