
Crepe nei muri: quali sono pericolose e quali no
Una guida per capire, guardando una lesione, se serve chiamare subito o si può aspettare.
Leggi l'articolo →Due giri l'anno, venti minuti ciascuno, per intercettare i problemi quando costano ancora poco.
La maggior parte dei cantieri costosi che apriamo nasce da una manutenzione saltata. Un pluviale otturato che per tre inverni ha scaricato acqua sul muro diventa un risanamento murario. Una sigillatura seccata attorno a una finestra diventa un architrave da consolidare. Un frontalino con il ferro appena affiorante, lasciato lì cinque anni, diventa il rifacimento della testata di una soletta.
Nessuna di queste è sfortuna. Sono tutte cose che, guardate al momento giusto, si risolvono in mezza giornata. Ecco cosa guardare e quando.
È il più importante dei due, perché prepara la casa alla stagione in cui l'acqua e il gelo fanno il grosso dei danni. Il momento giusto è dopo la caduta delle foglie e prima delle prime piogge insistenti.
Guardi le gronde dal basso: se vede erba, muschio o arbusti che spuntano dal bordo, sono già otturate. Controlli che i pluviali scarichino dove devono e che il pozzetto in basso non sia intasato. È il controllo con il miglior rapporto fra fatica e danni evitati, senza paragoni: un pluviale che scarica contro il muro produce in tre anni un danno che costa cento volte la pulizia.
Passi un dito lungo il silicone perimetrale dei serramenti. Se è duro, screpolato, staccato o mancante a tratti, non sta più sigillando niente. Da lì entra acqua che si infila fra telaio e muratura, dove non si vede finché non compare una macchia all'interno.
Verifichi che i davanzali abbiano ancora pendenza verso l'esterno e guardi sotto: deve esserci il gocciolatoio, quella scanalatura che stacca la goccia dal muro. Se non c'è, o se è stato riempito da una tinteggiatura fatta con troppa generosità, le strisce scure sotto le finestre compariranno puntuali.
Li guardi in controluce, da sotto e di taglio. Cerchi intonaco gonfio, scaglie in procinto di staccarsi, macchie di ruggine, ferro affiorante. Questo è il punto in cui aspettare costa di più che in qualunque altro: il processo si autoalimenta e ogni anno che passa si perde sezione di armatura.
Non salga sul tetto. Da terra, con calma e magari con un binocolo, cerchi tegole spostate o rotte, converse ammalorate, camini con l'intonaco che si sfalda. Se vede qualcosa, chiami qualcuno che salga in sicurezza.
Serve a fare il bilancio dei danni della stagione fredda, quando sono ancora piccoli. Il momento giusto è appena passato il rischio di gelate.
Faccia il giro della casa guardando i primi cinquanta centimetri da terra. Macchie scure che non asciugano, patina biancastra e farinosa, intonaco che si sfoglia: sono i segni della risalita capillare. Se compaiono e l'anno scorso non c'erano, qualcosa è cambiato — spesso è proprio un pluviale o una pendenza del terreno.
Batta leggermente con le nocche o con un martello di gomma sulle zone sospette: se suona vuoto, l'intonaco si è staccato dal supporto anche se in superficie sembra intatto. Il gelo lavora esattamente lì, nelle microfessure, e ogni ciclo allarga il distacco. In quota, dalle parti di Piovene Rocchette o di Recoaro, è un controllo che conta il doppio.
Dopo una pioggia forte faccia un giro dentro casa e guardi i soffitti, in particolare agli angoli esterni e attorno ai punti dove passano canne fumarie o pluviali incassati. Un alone appena visibile oggi è un'infiltrazione piccola; fra due inverni è un solaio.
Controlli i muretti di recinzione e di contenimento: inclinazioni, pance, pietre smosse, fori di sfogo otturati. E guardi i cortili e i vialetti: i solchi ricorrenti nello stesso punto non si risolvono aggiungendo ghiaia, perché segnalano che lì sotto il fondo ha ceduto.
Se durante questi giri trova tre o quattro cose da sistemare, non le faccia in tre momenti diversi. In un intervento di manutenzione il tempo di allestimento — arrivare, scaricare, proteggere, preparare, pulire, ripartire — incide spesso più del lavoro in sé. Raggruppare i lavoretti in un'unica uscita significa pagare un allestimento invece di tre, e sulle piccole manutenzioni è la voce che fa la differenza nel preventivo.
Lo stesso vale, in scala maggiore, per tutto ciò che sta in alto: se deve rifare l'intonaco della facciata, sistemare la gronda e ripristinare i poggioli, li faccia insieme. Il ponteggio si monta e si smonta una volta sola.
Quello che per una casa singola è un giro di venti minuti, per un condominio diventa un documento utile. Con diversi amministratori della provincia lavoriamo a contratto: due o tre passaggi l'anno con un elenco scritto di cosa è stato controllato, cosa è stato sistemato sul momento e cosa va messo a budget. Permette di spalmare le spese invece di trovarsi davanti a una delibera pesante tutta in una volta, e dà all'assemblea qualcosa di concreto su cui decidere.
Lo fotografi, con accanto un oggetto di dimensione nota dove serve, e ce lo mandi su WhatsApp. Nella maggior parte dei casi riusciamo a dirle se è una cosa da sistemare subito o da mettere in lista per la primavera successiva — e questo, spesso, è già tutto quello che serve sapere.
Benini Restauri – impresa artigiana di opere murarie attiva a Vicenza e provincia. Scriviamo questi articoli con quello che vediamo in cantiere tutti i giorni. Per un parere sul suo caso specifico, il sopralluogo è gratuito.
Consigli pratici da chi le murature le tocca tutti i giorni.

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