
Crepe nei muri: quali sono pericolose e quali no
Una guida per capire, guardando una lesione, se serve chiamare subito o si può aspettare.
Leggi l'articolo →Il bagno è la stanza più densa della casa. Quasi tutti i costi imprevisti nascono da scelte rimandate.
Il bagno concentra in pochissimo spazio il maggior numero di mestieri diversi della casa, e ognuno lavora sopra il precedente. Chi arriva dopo trova quello che ha lasciato chi è venuto prima, e non può correggerlo senza disfare. Da qui nasce una regola che vale per tutte le ristrutturazioni ma qui vale il doppio: le scelte hanno una scadenza. Presa al momento giusto, una decisione non costa nulla; presa due settimane dopo, costa una riapertura.
Gli extra a fine lavoro, in un bagno, quasi mai nascono da imprevisti veri. Nascono da otto domande a cui non era stata data risposta in tempo. Eccole, nell'ordine in cui servono.
È la decisione che condiziona tutto il resto, e l'unica su cui l'impianto esistente ha voce in capitolo. Spostamenti di qualche decina di centimetri si gestiscono con la pendenza dello scarico. Spostamenti maggiori richiedono di rialzare il pavimento per guadagnare pendenza, oppure un sanitario con trituratore. Decidere questo prima significa sapere subito se il pavimento si alza, e quindi se le porte andranno accorciate.
La trasformazione della vasca in doccia è oggi la richiesta più frequente. Se la doccia sarà a filo pavimento, va deciso prima: il piatto a raso richiede una quota di massetto e una piletta posizionata in un certo modo, e non si improvvisa a impianti chiusi. Vale doppio se in casa c'è o ci sarà una persona anziana: la doccia a raso con maniglioni e seduta cambia in modo concreto l'autonomia quotidiana.
I sospesi richiedono una cassetta a incasso dentro una struttura metallica, che va prevista prima di chiudere le pareti e che ruba qualche centimetro di profondità. Sono più comodi da pulire e alleggeriscono visivamente lo spazio, ma non si passa dai sanitari a terra ai sospesi a lavori iniziati senza riaprire.
Sembra un dettaglio da fine lavori ed è invece una decisione da impianto. Uno specchio retroilluminato, una presa comoda vicino al lavabo, uno scaldasalviette elettrico, una luce nella nicchia della doccia: sono tutti punti che l'elettricista deve portare prima che le tracce vengano chiuse. Dopo si fa, ma significa riaprire una parete appena piastrellata.
Una nicchia nella doccia o sopra il lavabo è comodissima e costa pochissimo se prevista in fase di muratura, perché si ricava nello spessore o si costruisce in cartongesso idrorepellente insieme al resto. Aggiunta dopo, è un lavoro a sé.
Non serve che abbia scelto il colore. Serve che abbia scelto il formato e lo spessore, perché incidono sulla planarità richiesta al sottofondo, sul tipo di collante e sulle quote finali. Un grande formato posato su un massetto non perfettamente planare è un problema che si vede per sempre.
Se il bagno è cieco serve un aspiratore, e va deciso dove scarica e come è comandato: con il tasto della luce, con un timer, con un igrostato che parte da solo quando l'umidità sale. Anche nei bagni con finestra, in una casa con serramenti moderni e molto ermetici, un piccolo estrattore risolve in partenza il problema della muffa negli angoli.
Un bagno completo richiede di norma dai dieci ai quindici giorni lavorativi. Se in casa c'è un secondo servizio, il cantiere si organizza per lasciarlo funzionante. Se il bagno è unico, si concentrano demolizione e impianti nei primi giorni per ridurre al minimo il periodo di inagibilità: è una scelta organizzativa che va fatta prima di iniziare, non in corsa.
Fra tutte le lavorazioni del bagno ce n'è una che non si vede, incide poco sul totale e protegge dal danno peggiore: lo strato impermeabile posato prima delle piastrelle e risvoltato sulle pareti della zona doccia. È ciò che impedisce all'acqua di arrivare al solaio e, da lì, a casa di qualcun altro — con tutto quello che comporta in termini di assicurazioni e rapporti di vicinato. Se in un preventivo non la trova elencata, la chieda: non è un accessorio.
Un bagno completo sta di norma dentro le due settimane e mezzo di lavoro. La parte pesante — demolizione e impianti — si concentra all'inizio: sono i giorni con polvere, rumore e acqua chiusa a tratti. Poi il cantiere si fa progressivamente più tranquillo, fino alla settimana finale in cui si posa e si monta.
Fra una fase e l'altra ci sono attese tecniche che non si possono comprimere: il massetto deve maturare, l'impermeabilizzazione deve asciugare, la stuccatura deve fare presa. Un'impresa che le promette un bagno in cinque giorni sta saltando una di queste attese, e le conseguenze si vedono più avanti. La sequenza completa delle lavorazioni, con le giornate previste per ciascuna, la trova nella pagina dedicata alla ristrutturazione del bagno.
Capita spesso che il committente rimandi la scelta di sanitari e rubinetteria perché "tanto si montano alla fine". In realtà l'idraulico ha bisogno di sapere quote e tipo di attacchi prima di chiudere le pareti: un miscelatore a incasso, una colonna doccia, un lavabo da appoggio con scarico particolare hanno esigenze diverse. Scegliere i modelli all'inizio non è pignoleria: è ciò che evita di riaprire.
Benini Restauri – impresa artigiana di opere murarie attiva a Vicenza e provincia. Scriviamo questi articoli con quello che vediamo in cantiere tutti i giorni. Per un parere sul suo caso specifico, il sopralluogo è gratuito.
Consigli pratici da chi le murature le tocca tutti i giorni.

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